Le prime persone che abbiamo conosciuto a Dubai si chiamano Kris e Andrea.
Galeotta fu la palla che Ludo aveva portato in piscina e che è diventata oggetto di attenzioni dei bambini dei nostri (all’epoca futuri) amici.
Ludovica ci ha subito litigato, non per la palla ma per i loro nomi.
Dante e Leonardo che loro pronunciano
Danti
e
Lionardo
. Chiaramente lei da buona italiana ha avuto subito da ridire, finché non se le sono date di santa ragione per poi diventare amici per la pelle.
Sono passati 4 anni e Ludovica ancora li corregge e loro ogni volta alzano gli occhi al cielo e finisce lì.
Ma torniamo a noi.
Ogni anno veniamo invitati a festeggiare il Diwali da loro perché Kris ha origini indiane.
Il Diwali simboleggia la vittoria del bene sul male ed è chiamata “festa delle luci” , motivo per cui durante l’evento si usa illuminare la casa con tutte le luci immaginabili … candele, lanterne e luminarie.
Non avendo mai potuto partecipare, in questi anni ho sempre guardato le foto dei loro Diwali con ammirazione. Tutte quelle luci e quegli abiti con ricami preziosi e stoffe lunghe metri.
Per la prima volta potevo finalmente andare alla ricerca del mio primo Sari da indossare durante la festa.
Davvero non vedevo l’ora! Già mi immaginavo avvolta da metri e metri di morbida e coloratissima seta…..ahimè ho dovuto affrontare la realtà:
il Sari non è per tutte.
Io sembravo ad un involtino primavera o, meglio, un baco da seta…
Ho cominciato con il provare un meraviglioso
kurta pajama
, ovvero una tunica da portare con dei leggings.
Sulle altre slancia e copre i punti strategici… io sembro un Babbo Natale in pigiama.
Un delusione unica.
Per fortuna a fare bella figura c’era mia figlia, la quale tutta felice ha indossato il suo outfit indiano.
Ci tenevo inoltre non solo a farvi vedere le bellissime foto dell’outfit ma anche scambi whatsapp disperati con Elena.
Al prossimo Diwali, giuro, ci andrò più preparata ed elegante!