Wwm è un tipo un po’ strano, si sa. E’ sempre stata timida e insicura. Lo è tutt’ora ma diciamo che col passare degli anni ha sempre cercato di affrontare le sue paure e si è lanciata anche in avventure avventurose che mai, chi la conosce, potrebbe dire che le appartengono.
Già l’università l’aveva lanciata, soprattutto quando un po’ per scherzo aveva fatto domanda per l’Erasmus ed è stata accettata e spedita in Germania a studiare sola soletta, lontana da casa. Si è data ‘na mossa e ha conosciuto la sua amica di avventure, Ceci. Ceci è una ragazza che dimostra ancora oggi 16 anni. Ex boyscout, uscita da una scuola montessoriana, pacifista, convivente con un carinissimo ragazzo peruviano, ha girato il sudamerica per aiutare i bambini ha portato wwm ad Amsterdam e a Berlino per la prima volta e ….Dio quante risate che ho fatto. Ma quante!
L’amica Ceci ad un certo punto prende una wwm disperata licenziata e “abbandonata” dal suo fidanzatino (l’udt ovviamente) che aveva appena accettato di andare a lavorare in Iran…e le fa conoscere il mondo della
CAPOEIRA
. Wwm, ragazza magrolina e tronco di legno per niente elastico, viene gettata in una lezione allucinante: “e ora fate la ruota”. IO??? LA RUOTA??? MA SE GIA’ ALLE ELEMENTARI MI PRENDEVANO IN GIRO PERCHE’ ERO L’UNICA AD AVERE PAURA DI FARE LA RUOTA E CHE e’ MI METTO ORA A 30ANNI A FARLA?!?! ZERO. Giro i tacchi, saluto, ringrazio ed esco dalla stanza. Ceci mi prende a forza e mi dice di fidarmi. Ussignur va bene. Per fortuna quel giorno non c’era nessuno a filmare perchè se no davvero ci sarebbe da morir dal ridere.
Comunque da quel giorno non ho mai mollato e a furia di allenamenti sono riuscita a fare ruota, salti ecc.
Ma la capoeria è molto di più e per spiegarvela vi riporto le parole di Monica, la persona che mi ha insegnato i miei “primi passi”…
“Ciò che rende la capoeira così particolare è proprio quella stessa caratteristica che rende anche così difficile definirla e cioè essere al tempo stesso una lotta ed una danza armoniosa , una pratica giocosa ma pur anche pericolosa, un insieme di tecniche codificate che lasciano tuttavia tanto spazio alla creatività ed alla personalità.
La sua pratica costante consente di sviluppare in modo integrato flessibilità, agilità, equilibrio, resistenza, senso del ritmo, riflesso e capacità acrobatiche.
Ma la capoeira è anche e anzi è soprattutto una filosofia di vita , un modo diverso di stare con gli altri, un cerchio magico all’interno del quale la vita rivive ribaltando ogni prospettiva consueta …il mondo a testa in giù…dove la forza può diventare una debolezza, dove riuscire a trasformare le proprie debolezze in virtù.
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Dopo aver chiesto la protezione ai propri Orixà , i santi della religione afro-brasiliana, il permesso al Mestre e aver salutato il Berimbau , lo strumento musicale sibolo della capoeira, i capoeristi entrano nel cerchio formato dai compagni, chiaato “roda”, per iniziare a giocare.
Spesso lo spettatore è colpito perchè i colpi non vengono portati a segno e può erroneamente indotto a sottovalutare la pericolosità. TUttavia la mancanza di contatto non è frutto di una regola del gioco, bensì di una valutazione di “opportunità”.
Inoltre la ragione profonda di questa consuetudine ca cercata nello spirito particolare che anima quest’arte; la capoeira si gioca prevalentemente con i propri compagni ed aici ed una “roda” è sempre contraddistinta da un clima di festa, di energia e di amicizia.
Le rode sono sempre accompagnate dalla musica e dai canti, non esiste capoeira senza la musica e questa non fa solo da sfondo ma ha piuttosto u ruolo principale, dando indicazioni ai giocatori su che tipo di gioco bisogna effettuare, se “ angola ” (lo stile più lento) o “ regional ” (lo stile eseguito su di un ritmo più rapido), commentando quello che avviene, raccontando la storia.
La capoeira non si impara, piuttosto si pratica, si vive giorno per giorno e proprio come la vita, la capoeira ripaga la passione e la determinazione con la soddisfazione ed il piacere di condividere i propri sforzi ed i propri risultati con gli altri.”
Mi sono innamorata della musica, della disciplina, della sua storia e della cultura brasiliana. Ho cominciato ad andare agli allenamenti praticamente tutti i giorni, ho avuto il piacere di conoscere delle persone stupende. Ho girato in lungo ed in largo per andare in gruppo agli stage.
Ad un certo punto sono pure stata 4 mesi in Brasile da sola. Arrivai in un posto favoloso…
Arraial d’Ajuda
.Allenamenti, giri, spiaggia..
Balli brasiliani, falò, grigliate, serate in gruppo a ridere.
2 volte alla settimana avevo l’appuntamento telefonico con l’udt alla cabina del telefono in mezzo al paese perchè era l’unico modo per sentirci.
Ho imparato il portoghese che secondo me è una delle lingue più belle del mondo e nel cuore ho ancora quella musica.
Dopo SUperT è stato difficile riprendere…l’ultima volta che sono andata agli allenamenti ero in mezzo a ragazzini che facevano capriole e che erano pronti a “darmele”. Io avevo troppa paura di farmi male. Avevo un bambino e farmi anche solo male ad un braccio voleva dire non poterlo prendere in braccio, non riuscire a cambiarlo…E poi insomma l’età. Non ho il fisico di 7 anni fa. Non dormo come 7 anni fa.
Eppure è da giorni che non faccio che pensare ad altro…
Per chi è interessato ad andare a vedere ecco il prossimo appuntamento:
Sabato 8 maggio
Presso il centro sportivo “Forza e Coraggio” in via Gallura 8, stage dalle 9.00 alle 16.00.
Dalle 18.00 alle 22.00 batizado e spettacoli di Capoeira presso il teatro PIME
in via Mosè Bianchi, 94.
Domenica 9 maggio
Roda di chiusura in Academia alle 11.00
E’ uno spettacolo da vedere e perchè no potrebbe essere qualcosa da far provare ai vostri figli. E’ una disciplina molto educativa e, secondo, perfetta per i bambini.
E’ da andare a vedere, se vi capita!
Il mio Gruppo Capoeira sul da Bahia MILANO Prof. Pedro:
Come in tutte le cose ci sono poi scuole valide e maestri validi come anche quelli un po’ fasulli che solo per il fatto di essere brasiliani pretendono di saperne di capoeira. Se avete bisogno di consigli e dritte, quindi, non esitate a contattarmi.
Ma che vita avventurosa che hai avuto! Mi fai sentire così piccolo borghese…quasi quasi mi imbarco su un cargo battente bandiera libberiana;)
@m di ms: Ma no niente di così avventuroso. E poi capoeira l’ho scoperta a Milano per puro caso…Strana, molto strana la vita!!!
ok finchè si lotta.ma a rotolare a ritmo di samba non ce la posso fà a immaginammi. -.- troppo,proprio troppo.
però son giorni che penso a cosa potrei fare a settembre,col pupo all’asilo.un pò di sport 2 mattine a settimana non mi dispiacerebbe.ma credo punterò su joga o pilates.una roba dove non ci sia contatto fisico.sono diventata schifiltosina col tempo e detesto il vicino troppo vicino.
fantastica la capoeira!!! mi fa imapzzire! ed il mio link tra i tuoi contatti??!?!? 😉
http://www.vivereamadrid.it