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Fare la mamma e lavorare

11/04/2013 by Elena 9 Comments

Stamattina presso la scuola dei miei figli si teneva un workshop intitolato: Balancing Work and Family (Equilibrare lavoro e famiglia)
Onestamente non ci avevo neanche pensato di andare per due motivi: 1. ero come al solito di corsa e di fretta e dovevo correre a casa per finire dei lavori entro mattinata ed ero agitata per una notizia (bella) per la quale volevo mettermi subito all’opera 2. ancora fatico a pensarmi come mamma lavoratrice.
Poi mentre parcheggio mi arriva un messaggio da un’altra mamma (super in carriera) della scuola e con la quale ho legato molto che mi chiede “arrivi? siamo giù”.
Sono scesa nella sala ed eravamo in 3 mamme. Dopo pochi minuti si è aggiunto un papà.
Fatto interessante: nessuno di noi era americano! C’ero io, la mia amica iraniana, una mamma cinese, una mamma brasiliana e il papà indiano.

L’istruttrice ci ha fatto presentare e poi c’è stato un vortice di riflessione e anche un sacco di risate.
Si è partiti con la considerazione che lo Stato Americano non appoggia e aiuta in alcun modo i genitori e soprattutto le madri nel loro ruolo di madre e professionista. In Italia siamo fortunati perchè qui si rientra al lavoro dopo due settimane al massimo dal parto se non prima. Niente permessi, niente.
Si parla sempre di parità dei sessi nel mondo del lavoro. Ci sono tantissime leggi che cercano di tutelare questa posizione quando in realtà non siamo PARI.
Ed è la cosa più evidente che è saltata fuori soprattutto grazie al confronto con il papà.
La cosa più lampante era il fatto di essere praticamente impossibile per noi donne “staccare la spina”. Noi pensiamo costantemente alla nostra famiglia, ai bambini, alla casa ecc anche quando siamo al lavoro mentre gli uomini, come faceva notare questo simpatico padre, quando lavorano riescono a staccarsi.
Ha fatto un esempio di una serata durante la quale lui, la moglie e i loro 3 figli stavano giocando tutti insieme. Ad un certo punto sua moglie sparisce (non è quello che facciamo sempre noi?!!?) e lui che si meraviglia e si chiede perchè mentre lei è andata in cucina a prendere l’acqua e uno snack per i bambini e a mettere l’acqua sul fuoco per la pasta.
Ecco lui sottolineava proprio come pur ritrovandosi nello stesso momento, nella stessa situazione a lui non sarebbe mai venuto in mente di preoccuparsi della cena o dello snack.
La nostra mente è sempre attiva, non stacchiamo mai.
Senza tralasciare il fatto che molte donne in certi ambienti ancora non vengono considerate come professioniste o che ci sono sempre le battutine simpatiche dei colleghi single del tipo “ah già giovedì non ci sei perchè devi portar tuo figlio dal dottore. Tu sei quel tipo di persona”. ??????

Io non mi devo confrontare con capi o con colleghi stronzetti, per fortuna, ma il mio problema è il lavoro da casa e il non riuscire a porre dei limiti di tempo e spazio.

Giornata tipica: Mi alzo alle 6.00 per lavorare un po’ prima che i bambini si svegliano. 7.10 sveglia bambini e comincia il circo del mattino che si conclude spesso con urla e corse in macchina.
Dopo la scuola una volta la settimana vado direttamente a fare la spesa o in palestra, se no torno direttamente a casa.

Mi metto al computer. Mi alzo per prendere dell’acqua, vedo le tazze della colazione nel lavandino, le lavo, le metto a posto, già che ci sono faccio una lavastoviglie, passo velocemente lo straccio per togliere le bricciole, ritorno a sedermi. Lavoro, mi alzo per andare in bagno, mentre cammino per il bagno raccolgo le mille cose per terra, vedo della polvere, prendo l’aspiravolvere la passo, poi passo lo straccio, sistemo il divano e cuscini.
Ritorno al computer. Mangio qualcosa, decido di andare su, tiro su le coperte, piego due cose, metto via la biancheria che è nel cesto piegata (e che sta lì da 3 giorni) e già che ci sono porto giù i cesti della biancheria da lavare, divido i colorati e i bianchi, faccio la prima lavatrice dividendo i mucchietti per le altre.
Mi rimetto al computer.
Sono le 14.14 e fra 45 minuti devo andare a prendere i bambini e difficilmente c’è tempo per me per lavorare, perchè intanto i bambini non ti mollano, ci sono i compiti, a volte il bagno da fare, la cena, mettili a letto. Sistema la cucina (ci alterniamo io e mio marito).
Dopodichè, se devo mi rimetto al computer, ma il più delle volte cerco di non farlo o mi addormento.

Ecco cos’è lavorare da casa per me ora.
Io credo anche di aver capito che fonte di mie ansie, sia anche per questo passaggio dall’essere una stay-at-home-mom a mamma-lavoratrice . Soprattutto perchè fino ad ora non mi ritenevo tale e insistevo nel dover essere mamma totalmente presente e casalinga d’hoc comunque.
Così non si va da nessuna parte.

Oggi si è detto anche che bisogna imparare a non essere troppo perfezionisti a “let it go” , lasciar andare. Che non è un disastro se non riusciamo a fare tutto, anzi è umano e che è meglio concentrare quell’ora con i bambini perchè il tempo passa, corre e loro crescono e non avranno più bisogno di noi.
Da una parte sarà un sollievo e dall’altra dobbiamo giocarci le carte giuste ora. Dare ciò di cui hanno bisogno nel momento GIUSTO per poi sapere di aver cresciuto delle persone indipendenti e che sanno essere felici.
Senza dare troppo o niente.
E’ sempre una questione di equilibrio ed è proprio così che mi sento, come un’equilibrista.

Approfitto di questo post per ringraziare i commenti sul mio sfogo sulla paura. Dal momento in cui ho buttato fuori tutto e messo nero su bianco, mi si è aperta come una voragine.
Sto lavorando moltissimo su me stessa e passo da momenti di euforia a momenti di paura. Settimana prossima vedrò anche un terapista.
Sono determinata nella mia Pursue of happiness, alla mia personale ricerca della felicità.
Spero in qualche modo di poter aiutare o riflettere gli stati d’animo di alcune di voi che mi hanno scritto e che si trovano in questa situazione come me.
Parliamone ragazze, perchè siamo tutte nella stessa barca!

Grazie.
Ele

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Filed Under: Da mamma a mamma

Comments

  1. mammapiky says

    12/04/2013 at 5:37 am

    Vedo che ci somigliamo anche in questo, quel constante bisogno di far tutto, di riuscire a coprire tutti i buchi, di conciliare ma conciliare alla perfezione. Non possiamo farcela…non è umano, ne tanto meno reale. Lavorare da casa poi e ‘ una chimera? Ci scrissi un post qualche mese fa, perché in una giornata di Home Work, mi accorsi che per inviare una mail (di lavoro) appunto, ci misi un intero pomeriggio, mi sembra risalisse a dicembre e si intitolava Telelavoro siamo sicure? …o qualcosa di simile…se vuoi condividere l’esperienza dacci un occhiata. E comunque pensavo che la difficoltà a conciliare fosse tipica italiana ma vedo che non è così…il ruolo di madre in un paese o nell’altro e’ sempre penalizzato. :-(((((

    Reply
  2. supermamma says

    12/04/2013 at 8:26 am

    Anche io lavoro da casa e anche io non mi considero una lavoratrice più un hobbista che guadagna 😉 ma mi va bene così ad esempio questa settimana si è ammalato prima Second e ora First se sarei dovuta uscire a lavorare sarebbe stato un disastro invece ho potuto continuare a farlo, in bocca al lupo per la tua ricerca della felicità, d’altronde sei in america e loro l’hanno messo anche nella costituzione, proprio come se fosse un diritto e quasi un dovere farlo 😀

    Reply
  3. Rory says

    12/04/2013 at 9:04 am

    mi hai fatto pensare che io ho aperto un blog proprio dopo aver visto un film sulla difficoltà di essere mamma e far tutto in america. E pensare che lo vidi solo perchè c’era Uma Thurman. :-)

    Reply
  4. Mamma Cì - mammastudia.blogspot.com says

    13/04/2013 at 7:38 am

    So bene quanto stare a casa e lavorare sia dura… Hai detto proprio bene: noi donne non stacchiamo mai.. Siamo sempre a pensare alla cena o alla spesa o ai panno da stendere… Forse è meglio lavorare (e nel mio caso studiare) fuori…..

    Reply
    • Mamma Cì - mammastudia.blogspot.com says

      13/04/2013 at 8:42 am

      p.s. ti avevo mandato una mail qualche giorno fa… ti è mica arrivata??? ero interessata a farti una intervista per fare un post sulle mamme espatriate e questo tuo post di oggi è molto interessante… se ti va di partecipare fammi sapere che la prox settimana lo pubblico! 😉

      Reply
  5. Trasparelena says

    15/04/2013 at 12:31 pm

    ecco, pensa a tutte le cose che fai mentre lavori da casa. Pensa alla frustrazione di chi, come me, non può occupare i “buchi” in ufficio e poi torna a casa (alle 18.30) e tutte quelle cose che tu hai già fatto le deve ancora fare, con la figlia che giustamente reclama la sua dose di attenzioni, con la cena da preparare, con la stanchezza della giornata.

    Reply
    • Elena - WorldWideMom says

      17/04/2013 at 5:45 pm

      no no immagino! è che io mi perdo troppo tra le mille cose e devo trovare un sistema!! mi devo organizzare.

      Reply
  6. Anonymous says

    17/04/2013 at 3:33 pm

    Eh no tesoro se lavori da casa non si fa cosi’.
    Io lavoro da casa due giorni a settimana.
    Se vedo in giro il piatto, i giochi da raccogliere etc me lo segno su una cheklist da fare durante le “pause” programmate . Quindi durante le pause preparo la figlia ( ovvio che mi alzo all’alba ), la porto all’asilo ,faccio i letti , carico la lavatrice ( mi faccio anche un caffè sia chiaro ) , passo lo straccio e spulcio la check list. Ti assicuro che è molto piu’ efficiente. Si lavora in continuazione ma è molto meno dispersivo…
    E in barba a chi la pensa diversamente , se tolgo le tre ore di viaggio che mi devo smazzare quando vado in ufficio , comunque sono molto piu’ stanca quando lavoro da casa fidatevi …
    maria elena

    Reply
    • Elena - WorldWideMom says

      17/04/2013 at 5:44 pm

      hai ragione e penso che seguirò il tuo consiglio. perchè se no è un casino.
      nell’ultimo periodo mi sta svegliando un’ora prima dei bambini (e vado a letto prima) e riesco a fare tutto meglio. Penso che ora mi organizzerò con la checklist, se no davvero impazzisco.
      Però sono felice di poter lavorare da casa, questo è certo. Mi serve solo un po’ di organizzazione e sistematicità! grazie!

      Reply

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Worldwidemom è Elena. Italiana perenne espatriata in qualche parte del mondo e momentaneamente residente a Dubai insieme al marito e ai due figli dopo aver vissuto in Germania, in Ecuador e in USA (New York, Las Vegas e San Francisco). La vita da blogger si è trasformata in avventura nelle vesti di party stylist per WorldWideParty dove lavoro come grafica! Read More… Read More…

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