Quando la frase “guarda che vi butto tutti i giochi” diventa una triste realtà

photo Alzi la mani chi tra voi genitori non abbia almeno una volta urlato disperatamente, di fronte al caos incontrollabile dei giochi sparsi ovunque, “guardate che vi faccio sparire tutti i giochi se non mettete in ordine!”.
Io questa minaccia l’ho ripetuta un sacco di volte e spesso ho anche desiderato che tutti i giochi sparissero miracolosamente.
Ogni volta che mi mettevo a fare pulizia di giochi, non mi sembrava mai abbastanza e ho desiderato di poter buttare via tutto e di avere una stanza vuota con i giochi più cari o più usati.
E dire che io sono una che butta tanto o che dona il possibile, ma ce ne sono sempre troppi di giochi.
Per dei bambini expat poi, ma un po’ per tutti, i giochi sono punto di riferimento in tutti gli spostamenti. Sono i primissimi scatoloni che noi apriamo e quelli che fanno subito casa. Ogni regalo è di qualche amico in visita, di qualche Babbo Natale arrivato da lontano.
Il gioco preso in Ecuador, quelle macchinine di New York, i pupazzi dei Muppet Show con i quali Tommy è cresciuto a Manhattan, i Cicciobelli spediti dalla nonna oltreoceano perchè in America non esistono o costano un sacco; il pendolino regalato dalla zia, i libri in italiano, i topolini; i doni ricevuti dal Babbo Natale arrivato dal giardino a Las Vegas, la collezione di aerei di tutto il mondo, passione di mio figlio.

Ogni gioco un ricordo, un pezzettino di vita. Molti passano e vengono rimpiazzati, altri rimangono.
Perchè vi parlo di questo?
Perchè purtroppo un paio di giorni fa è successo un disastro nella nostra casa di San Francisco. Mio marito, restato in ITalia con noi per alcuni giorni per il matrimonio di mia sorella, si è trovato una casa disastrata e completamente allagata causa un tubo rotto ne lbagno al piano superiore.
Il bagno che stava esattamente sopra la camera dei giochi.
Il soffitto è crollato, tutta la casa, vecchissima e di legno, zuppa di acqua con mobili gofi, bolle sul soffitto, pavimenti distrutti.
Polvere di amianto pericolosissima che ha coperto tutti i giochi e che l’assicurazione ci ha raccomandato di buttare tutti perchè troppo pericolosi. Anche quello meglio messi.

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Tutti i giochi sono stati buttati via. Tutti.
I muppet show, le bambole, la cucina di legno che avevo costruito, i giochi di feltro che avevo cucito, il castello di legno costruito e dipinto per i miei bambini, i vestiti delle bambole…i libri, i colori. Tutto.
Certo, direte voi, sono solo giochi e potete ricomprarli. Certo.

Poi mobili, scarpe, vestiti (non molti per fortuna). Tutto che puzza di muffa.
Una casa da sgombrare completamente perchè pericolante. Per fortuna io con i bambini sono qui in Italia e dovremo rimandare il rientro e far cominciare la scuola ai bambini più tardi. Forse, perchè i programmi sono ancora incerti.
L’attesa di capire quanto ci mettano a ricostruire la casa per poi poter tornare. Mio marito che passa giorno e notte a buttare cose. Tutto la casa in un magazzino.

Cosa dico a miei figli? Come fare per evitare il trauma? Come si fa ad affrontare una stanza vuota di giochi?
Scusate, ma io all’idea ho pianto. E tanto.
Ricompreremo molte cose ma ovvio, probabilmente non tutte.
Forse è un segno. Forse è un modo per ricominciare. Certo è un modo traumatico e triste.
Ma poi si pensa che poteva succedere di peggio, che ci sono famiglie ben più disastrate, con problemi ben più grandi. Perchè è vero.
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Insomma il primo trauma l’ho digerito. Si ricomincia. Ora vediamo cosa succede…