Elfo Francesca – parte seconda. La tradizione dell’ "Elf on the shelf"

Dunque ho avuto diverse mail su questo libro “Elf on the Shelf” . Qui la situazione ogni giorno diventa più divertente…
Vi posto le foto del libro. Secondo me per chi macina un po’ di inglese, ma anche no, è fattibile. Il testo è in rima e racconta due cose proprio che possono venir comunque dedotte dalle immagini.

E’ in vendita su Amazon UK a non proprio una cifra conveniente, ma se po’ fa!
Se no, come suggeriva qualcuno, l’idea la si può prendere e usare con un’altro tipo di elfo. Sia che lo facciate voi, sia che lo compriate in giro.

Prendete dunque un pupazzo, dategli un nome e raccontate ai vostri figli che questo è l’aiutante di Babbo Natale venuto a controllare se fanno i bravi.
Regola d’oro: non possono toccarlo.
La sera, quando i bambini vanno a letto, l’elfo va da Babbo Natale per il “report” poi torna al mattina ogni volta in un posto diverso. A volte fa degli scherzetti, a volte sta solo lì seduto da qualche parte a guardarci.
La sera del 24 dicembre i bambini lo devono salutare e possono, solo per quel giorno, toccarlo, abbracciarlo e baciarlo!
Solitamente l’elfo la mattina del 25 dicembre lascia una letterina per salutare i bimbi…

Continuerò a postare immagini e informazioni che trovo (anche per noi è il primo anno dell’elfo!).
E se decidete di seguire questa tradizione, mi piacerebbe molto vedere le vostre foto!

Ecco alcune pagine all’interno:

Un elfo in casa nostra

Anzi una elfa.
Si tratta di una tradizione che da un paio di anni sta spopolando qui in America ed è legata ad un libro che si chiama Elf on the Shelf .
Mi è arrivato il libro ieri con la nostra piccola amica, che ho precedentemente nascosto, e lo abbiamo letto ieri sera prima di andare a dormire.
Si tratta di una storiella che racconta di come questo elfo sia stato mandato da Babbo Natale in casa nostra per controllare che i bambini facciano i bravi. Ogni notte l’elfo se ne torna da Babbo Natale a fargli il resoconto (ottimo perchè i bambini pensano che l’elfo li stia osservando e quindi devono fare i bravi!) e la mattina ritorna e viene scovato nei posti più improbabili.
E’ di solito un elfo burlone che si fa beccare in mezzo ai biscotti, o nascosto in mezzo ai vestiti e su Pinterest ce n’è di ogni.
L’idea ovviamente mi è piaciuta e i bambini sono esaltatissimi!
L’unica regola d’oro è che i bambini non possono assolutamente toccare l’elfo perchè se no perde la sua magia e non può più andare da Babbo Natale e all’elfo non è permesso parlare con i bambini ma può ascoltare. Inoltre li segue ovunque diventando invisibile (questa me la sono inventata io così fanno i bravi anche in giro…hehehe).

Ieri mattina è stata la prima volta che i bambini lo hanno visto.
Fantastico!
L’elfa “francesca” (così l’hanno chiamata) si trovava con un biscotto in mano e nella tazza el caffè sul tavolo con un biglietto “Ciao Tommy e Giulia, io sono il vostro elfo, piacere di conoscervi!Have a good day!”.

Tommaso soprattutto era molto curioso e mi ha tempestato di domande. Giulia all’inizio era un po’ spaventata ma poi ha ragionato sul fatto che sarà la sua elfa a dire a Babbo Natale che vuole il Cicciobello e quindi  ora va bene.
Adesso la menata cosa divertente è quella ogni sera ingegnarsi per nascondere e trovare un posto dove posizionare l’elfo per la mattina. Che mia madre giustamente mi ha detto “ti mancava pure questa”. Ma che ve lo dico a fare, a me tutto ciò che “magico” e natalizio mi piace assai e non per niente in famiglia mi chiamano la “Regina del Natale!”.
Vi posterò un paio di foto della nostra elfa Francesca d’ora in poi che sicuro prima o poi arriverà anche in Italia!

Di seguito alcune delle foto più pazzesche che ho trovato in giro e che copierò sicuramente ( fonte ):

Come spiegare l’omosessualità a mio figlio

Eccomi. Ci sono, ci sono.
Ho avuto un po’ di lavori da fare e ovviamente i bambini si sono ammalati. Prima Giulia con un virus che ha allegramente passato al fratello.
Insomma bloccata in casa.
Speriamo non sia il via di una stagione di malanni perchè non ce la posso fare.

Ma veniamo ad argomenti più interessanti.
Come molti di voi ben sapranno San Francisco è una delle città più liberali d’America se non del mondo. Io la amo molto per questo. Soprattutto per quel che riguarda le coppie omossessuali.
A scuola ci sono parecchie coppie di papà e di mamme con i bambini.
Inoltre noi viviamo di fianco a Castro, che è proprio il quartiere gay. Un quartiere meraviglioso con dei negozi stupendi e dove sono io quella a sentirmi “un pesce fuor d’acqua”.
Insomma camminando per strada ti rendi proprio conto che le coppie omosessuali sono al 50% con quelle eterosessuali qui.

Osservo per la prima volta le famiglie omosessuali, cosa molto rara da vedere altrove.
Per ora ho conosciuto una coppia di mamme di due bambini e una coppia di papà.  E’ stato bello sentire che i bambini chiamano una MAMI e l’altra MOM oppure uno DADDY e l’altro DAD :-)
I miei figli, come tutti i bambini, non hanno in realtà la malizia di pensare niente ma ad un 6enne come Tommi la domanda viene spontanea “Mamma ma perchè Michael ha due papà?”.
Prima di trasferirmi qualche pensiero su come parlarne me l’ero fatto ma poi in realtà mi faccio guidare molto dall’istinto e dalla spontaneità.
Come in tutte le cose secondo me bisogna essere sinceri e chiari. Senza troppi discorsoni che tanto non capirebbero.
E così semplicemente gli ho detto che come mamma e papà, anche loro si sono innamorati e si vogliono talmente bene da desiderare un bambino per dargli amore.
Non so…a me è venuta così perchè in fondo è così che la penso.
Poi dietro ci stanno mille discorsi da adulti che possiamo fare, se volete, sull’adozione, sull’utero in affitto (che brutta parola no?) ecc. ma su questi argomenti vorrei tornarci con qualche informazione in più.

La cosa positiva è che qui è davvero normale tutto ciò e quindi anche l’atteggiamento generale è molto rilassato. Nessun giudizio, nessune occhiatacce ecc. e di conseguenza e in modo spontaneo lo è anche per un bambino.
Anzi vi dirò di più, io sono contenta che i miei figli possano vedere che l’amore può avere molte sfaccettature e vivere in una città dove si è intolleranti verso l’intolleranza in tutte le sue forme.

Ma voi cosa ne pensate? Come glielo spieghereste o come avete affrontato il discorso?