Da un mesetto circa sono diventata una collaboratrice del blog “
Amiche di Fuso
“.
Non sono qui a scrivervi la rava e la fava di quanto è interessante e fatto bene questo blog. Lo andate a vedere e capirete subito.
Questo post in realtà è un racconto di cosa è per me Amiche di Fuso.
Ve lo dico onestamente. Non sono una che ama far parte dei grupponi di donne. Mi mettono in soggezione, a volte mi fanno paura. Sono una timida di natura e anche una che ama fare la “simpaticona”.
Spesso questo risulta magari antipatico.
Inoltre avevo paura di non riuscire a starci dietro. Faccio fatica a scrivere con costanza nel mio blog e quindi mi sembrava quasi ti tradire worldwidemom…
E invece ho seguito l’istinto e la simpatia di Mimma Zizzo (
Mamme Nel Deserto)
e ho accettato.
Quel che non sapevo era che avrei trovato davvero delle amiche.
No no no non è una sviolinata.
Provate ad immaginare di aver sempre qualcuno a qualsiasi ora del giorno pronto a scambiare due chiacchere con te, a fare una battuta e farti ridere.
Un gruppo allegro. Niente cose da mammolette, niente ricette (cit. Mimma), niente frignate.
Sono come tornata dietro nel tempo a quando avevo “la cumpa”. Al tempo non c’era whatssapp, internet, facebook e tantomeno esistevano i blog.
Ci si incontrava dal muretto o dalla panchina in piazza. Si facevano “le vasche” e ci si confidava, si chiaccherava, si rideva, ci si teneva compagnia. La cumpa.
Ora che viaggio spesso ho perso tutto questo.
Forse sarebbe cambiato comunque perchè ognuno di noi poi ha famiglia, cazzi e mazzi di ogni vita.
Con amiche di fuso sono tornata ai “ragazzi del muretto” con un nuovo taglio al femminile.
E poi ci sono i post. Le vite di tutte in paesi diversi.
E ci si danno i consigli a distanza che sono fantastici: la “bionda” in Kuwait che mi consiglia la crema per le punture di zanzare da comprare qui, io che magari consiglio il latte da prendere in America,
una che compra gli stivali da cowboy all’altra
, e poi le strane coincidenze di amicizie perchè il mondo, amici miei , è PICCOLO.
Si parla un linguaggio tutto particolare. Il linguaggio delle donne, mogli, mamme expat. Le battute su certi cibi, modi di dire locali che non si capiscono.
La difficoltà nel parlare una lingua non nosta e farsi un po’ di risate.
Condividere recite o chiedere consiglio per una mise. Passare dire ciao, buongiorno o buonanotte a seconda del fuso.
Organizzare una cena a fine giugno con le altre che passano per Milano.
Essere emozionata perchè domani vedrò una di queste mie amiche virtuali. Che virtuali io non le sento.
E’ come se fossero qua (o forse sto diventando solo matta).
Son qui a parlarvi di questo gruppo di donne ma anche un po’ per ringraziarle.
Ciao belle donne, grazie per avermi accolto nel gruppo fuso.
Mimma, Kuwait –
Mamme nel Deserto
Federica, Thailandia –
Mamma in Oriente
Valentina, Germania –
Riciclattoli
Valentina, Texas –
Parole Sparse qua e là
Drusilla, in transito verso l’Arabia SAudita –
Mamme nel Deserto
Serena, Australia
Anna, Francia
Nadja, Perù –
Abaya and Heals
Alessia, Louisiana
Renata, Wisconsin
Valentina, Houston –
The greatest Gift
Sabina, San Francisco –
Living in San Francisco: that’s a cultural shock
Greta, Wisconsin –
Buongiorno Milwaukee
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Il mio primo post su AdF: Elena, frequent Expat per caso
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